martes, 1 de julio de 2008

GUADALQUIVIR


A cura di Daniel Sánchez Bonet

Certo, fu una notte meravigliosa, ma non così indimenticabile. Martina doveva ritornare in Italia dopo di un soggiorno di studio a Siviglia e non restava altro che dimenticarla. Quando ci salutammo, lei, bagnata dal caldo estivo in città, mi scrisse un interminabile elenco d'indirizzi che, secondo lei, ci avrebbero uniti. Per me, tuttavia, Martina rappresentava qualcosa in più di quella lista di numeri e lettere scritte su una carta così rovinata.



All'inizio, ci sarebbero state delle fredde conversazioni su Messenger che solitamente sarebbero finite con baci digitali che, quando sfioravano lo schermo del computer, scoppiavano e subito rivelavano (non scoprire come in spagnolo) all'interno una imagine idilliaca fatta dai nostri nomi. Poi, le foto e i video; sí, lei restava lì, al naturale e con il sorriso in faccia, accompagnando i suoi gesti con uno sguardo luminoso che riusciva a guardarti, benchè fossi lontano. Ma tutto ciò non era sufficiente.

Alla fine Martina scomparirà per sempre dalla mia vita, ma non le sue tracce, che rimarranno lì, chiuse e infrangibili nell'unico lucchetto appeso al ponte del fiume che percorre quella, ormai lontana, città andaluza.

3 comentarios:

Pachi dijo...

Precioso cuento, je je.
Soy de Sevilla, adoro Italia y el italiano y he hecho intercambios con erasmus.

Mi ha un po' toccato il cuore :-).

Mmm, vedo che hai appena scritto (pensavo il blog fosse inattivo). Meno male :-)

Pachi dijo...

Se me olvidaba! Es que me llamó la atención el ver los candados en el puente de Los Remedios hace unos meses aquí en Sevilla. Son solo unos pocos (nada que ver con los racimos del Ponte Vecchio en Florencia por poner un ejemplo), pero es significativo, al menos, para mí.

PD: el otro día pasé por allí con una amiga también italófila que me dijo que la tradición comenzó a raíz de la novela para féminas adolescentes "4 metros sobre el cielo" (creo que se llamaba). ¿Sabes si es cierto?

DANIEL SÁNCHEZ BONET dijo...

buenas PAchi, la verdad es que no se si la tradicion viene de ese libro. lo siento.

El blog lo tengo un poco abandonado, muchos cambios inesperados en la vida y tal. A verv si sigo con el.

Ciao e grazie.

Por cierto, si vas por el puente que termina en Plaza cuba (no recuerdo bien el nombre) hay por ahi un imperdible que colge yo porque no tenia candado. Quiza ya no esté. Jejejeje.

Un saludo